|
Morgan&Morgan: La nostre Polizze - Assicurazioni
sulla Vita
Le Assicurazioni sulla
Vita
Negli ultimi anni, la raccolta di premi relativi
a contratti di assicurazione sulla vita ha fatto
registrare incrementi sempre più significativi,
con uno sviluppo dell'attività nel settore molto
più accentuato di quello conseguito dall'economia
nazionale nel suo complesso. In termini percentuali,
l'incremento dei premi raccolti per le assicurazioni
dirette nel 1987 (2.582.284.495,45 Euro, secondo
i dati forniti dall'Associazione nazionale fra
le imprese di assicurazione) rispetto al 1982
è stato del 312, 8% in valori nominali, contro
un incremento del settore danni, riferito allo
stesso periodo, del 103,8%: e la tendenza alla
crescita continua a essere sempre più positiva,
passando dal 37,93% del 1986 al 39,52% del 1987.
Evidentemente, negli spazi modesti lasciati
da un imponente sistema assistenzialistico di
previdenza sociale di tipo pubblico e obbligatorio,
comincia ad inserirsi un regime provvidenziale
di tipo privato e facoltativo, nel quale ciascuno
vuole sentirsi gestore attivo del proprio futuro
economico; e tra le iniziative poste in essere
per soddisfare questo bisogno, la quota di risorse
destinate al risparmio assicurativo comincia
ad essere di un certo rilievo.
I sintomi di queste scelte, che rappresentano
una vera e propria inversione di tendenza nell'impiego
di risparmio e nell'atteggiamento verso le imprese
di assicurazione, si manifestarono per la prima
volta nel 1983 (anno nel quale la raccolta di
affari nel settore fece registrare un aumento
del23,9% rispetto al precedente esercizio) anche
sotto la spinta della crescente sfiducia verso
il sistema previdenziale pubblico e della conseguente
necessità di ricercare soluzioni alternative
o integrative. E a questa inversione di tendenza,
che ha visto un mercato di domanda contrapporsi
sorprendentemente a un tradizionale e statico
mercato d'offerta, gli assicuratori hanno risposto,
con puntuale prontezza, con proposte di prodotti
che, utilizzando i migliori prodotti finanziari
disponibili sul mercato, mirano a soddisfare
contemporaneamente due bisogni fondamentali:
quello di previdenza e quello della redditività
dei propri risparmi.
Una naturale propensione al risparmio, il desiderio
di costruire autonomamente, tra previdenza pubblica
e mercato, il reddito dell'età avanzata, la
disponibilità di prodotti misti a contenuto
assicurativo e finanziario, e una intelligente
promozione delle società di assicurazione, hanno
contribuito a realizzare quello che è un vero
e proprio "boom" del mercato di "vita" italiano.
La domanda di previdenza individuale si è orientata,
in particolare, verso contratti a prestazioni
rivalutabili, caratterizzati da alti indici
di redditività in quanto legati ai rendimenti
(destinati alla rivalutazione del capitale)
di fondi di gestione speciale - separati dalle
altre attività e soggetti ad altre certificazioni
- delle compagnie di assicurazione, fondi nei
quali confluiscono le riserve matematiche.
Attraverso la sottoscrizione di contratti di
questo tipo il risparmiatore ha voluto soddisfare
il duplice bisogno di garantire ai propri eredi
un capitale in caso di morte prematura e di
assicurare a se stesso il pagamento di un capitale
o di una rendita per l'epoca in cui presumibilmente
dovrà sospendere ogni attività redditizia, ottenendo
anche una buona remunerazione delle risorse
finanziarie impiegate.
|