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Morgan&Morgan: La nostre Polizze - Assicurazioni sulla Vita

Le Assicurazioni per il caso di morte
I vecchi manuali di pratica assicurativa indicavano con l'espressione "assicurazioni a puro rischio" quei contratti di assicurazione sulla vita dell'uomo che coprono esclusivamente il rischio della morte dell'assicurato a condizione che avvenga entro un determinato periodo di tempo, e che hanno per oggetto la corresponsione di un capitale, agli eredi dell'assicurato oppure a beneficiari espressamente disegnati, qualora questo evento dovesse verificarsi. L'espressione tecnicamente più propria, di "assicurazione in caso di morte" era praticamente bandita dal lessico del buon produttore (ossia del venditore del contratto) perché poteva creare con il potenziale cliente un impatto critico, sfavorevole alla conclusione dell'affare.

Nonostante queste preoccupazioni, i contratti di assicurazione per il caso di morte hanno avuto nel nostro mercato una diffusione sufficiente e comunque, in linea con gli altri settori di questo ramo, in quanto rispondono ad una esigenza obbiettiva: quella di mettere a disposizione determinate persone (di norma, ma non necessariamente, gli eredi) una somma di denaro per far fronte ai bisogni nei quali potrebbero venire a trovarsi in conseguenza a un decesso dell'assicurato. Una recente indagine del CENSIS ha rivelato che circa il 15% dei sottoscrittori delle polizze vita è motivato da questo fine.

Nella pratica assicurativa questi contratti sono noti con il nome di "assicurazioni temporanee per il caso di morte" e rappresentano il mezzo per garantire, con una spesa molto contenuta, l'immediata disponibilità di un capitale nel caso che si verifichi, entro un determinato periodo di tempo il decesso della persona che alle volte rappresenta la maggior fonte di reddito. Se l'assicurato sopravvive, l'assicurazione cessa e i premi pagati restano acquisiti alla società di assicurazione.

Sul piano individuale, questa forma di previdenza privata ci sembra uno strumento contrattuale pienamente idoneo a risolvere i gravi problemi che potrebbero conseguire alla scomparsa di un capofamiglia, problemi riferiti non solo alle prime esigenze di sostentamento della famiglia, ma anche al completamento di piani d'investimento di ogni tipo, per l'esecuzione dei quali siano stati assunti impegni finanziari in funzione della capacità lavorativa e della stessa esistenza in vita del capofamiglia. Si pensi ad esempio, a l'acquisto di un appartamento con accollo del mutuo, oppure all'acquisto rateale dell'arredamento di altre attività: il completamento di queste operazioni di acquisto è strettamente legato alla estinzione del mutuo e al pagamento di tutte le rate residue, e la morte prematura del capofamiglia potrebbe vanificare gli acquisti o rendere particolarmente onerosa per gli eredi la continuazione dei pagamenti.

Questa stessa forma di previdenza ci sembra non meno importante al fine di assicurare stabilità ad aziende, in particolare piccole e medie, la cui attività è, spesso, impostata sull'esistenza di un uomo chiave, la perdita del quale può produrre squilibri anche di carattere economico. Si pensi, infine, al piccolo imprenditore, all'artigiano che per rinnovare le proprie macchine, supporto indispensabile per la propria attività lavorativa, riporre ad un acquisto rateale: una malaugurata premorienza trasferirebbe agli eredi gli oneri finanziari del pagamento delle rate future, in aggiunta a tutte le maggiori spese che dovranno essere affrontate per superare situazioni di emergenza e per realizzare condizioni che consentano di continuare l'attività. Tutte queste esigenze possono essere soddisfatte con l'assicurazione di adeguati capitali per il caso di morte di capofamiglia, del titolare dell'azienda di modeste dimensioni o, comunque, dell'uomo "determinante" del successo o della stessa attività dell'azienda.

A seconda delle stesse esigenze di sicurezza che si intende soddisfare, l'assicurazione temporanea può essere stipulata per un capitale costante , oppure per un capitale variabile (crescente o decrescente) annualmente. Le forme contrattuali più adottate dalla prassi di mercato sono infatti:
Assicurazione a capitale costante a premio annuo: Il capitale è pagabile immediatamente alla morte dell'assicurato se si verifica entro il periodo della data contrattuale. Il premio è dovuto in rate annuali (eventualmente frazionabili) anticipate, per tutta la durata del contratto e, al massimo, fino al decesso dell'assicurato.
Assicurazione a capitale costante a premio unico: Il capitale è pagabile immediatamente dopo la morte dell'assicurato se si verifica entro il periodo della durata contrattuale. Il premio è dovuto in unica soluzione.
Assicurazione a capitale decrescente annualmente: Il capitale, che è pagabile immediatamente alla morte dell'assicurato se si verifica entro il periodo della durata contrattuale, decresce dal secondo anno di assicurazione di un importo pari al capitale inizialmente garantito diviso per il numero degli anni di durata contrattuale. Il premio, se convenuto in rate annuali (eventualmente frazionabili), è dovuto in misura costante per un periodo inferiore, in genere di cinque anni, rispetto a quello della durata contrattuale e, comunque, non oltre alla morte dell'assicurato. E' anche prevista la possibilità del pagamento del premio in un'unica soluzione. Queste coperture sono particolarmente adatte quando si contraggono obbligazioni (mutui, acquisti rateali, ecc.) che prevedono importi decrescenti nel tempo.
Assicurazioni a capitale crescente: Il capitale, pagabile immediatamente alla morte dell'assicurato se si verifica nel periodo della durata contrattuale, aumenta ogni anno di una determinata percentuale - 5 o 10% - dell'importo iniziale oppure (a seconda della forma prescelta) di quello garantito nell'anno precedente.
Il premio è dovuto in rate annuali (eventualmente frazionabili) anticipate, per tutta la durata del contratto, e al massimo, fino al decesso dell'assicurato. Il livello di protezione può essere , poi, ulteriormente migliorato integrando, con apposito patto contrattuale, le garanzie di base offerte dalla polizza temporanea, con alcune assicurazioni complementari per l'eventualità che la morte dell'assicurato dovesse verificarsi in particolari circostanze, oppure per l'eventualità che l'assicurato, in conseguenza di malattia o infortunio, resti totalmente o permanentemente invalido.

Le più comuni forme di assicurazioni complementari, proposte in abbinamento alla copertura assicurativa temporanea per il caso di morte sono:
Assicurazioni complementari infortuni: garantisce la corresponsione di un ulteriore capitale - pari a quello garantito con la polizza vita - nel caso in cui la morte dell'assicurato, sempre che si verifichi nel corso della durata contrattuale, sia conseguente a infortunio, ossia (secondo la definizione normalmente adottata) a un "evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna che produca lesioni corporali obiettivamente constatabili che abbiano per conseguenza la morte dell'assicurato". A questa assicurazione complementare può essere abbinata anche l'assicurazione del rischio di morte per incidente stradale, in base alla quale il capitale aggiuntivo, assicurato in caso di morte per infortunio, viene raddoppiato.
Assicurazione complementare di invalidità: in forza di questa garanzia, se stipulata in aggiunta a una polizza temporanea, qualora l'assicurato dovesse subire, in conseguenza di infortunio o malattia, la perdita totale e definitiva di esercitare l'abituale professione o di esercitare ogni altro tipo di lavoro confacente con le sue abitudini e attitudini, viene esonerato dal corrispondere ulteriori premi relativamente la contratto di assicurazione sulla vita la cui validità resta, comunque, inalterata.

Inoltre può essere previsto con apposito patto (e relativo pagamento di un sovrappremio) , sempre per il caso di sopravvenuta invalidità totale e permanente dell'assicurato, il pagamento anticipato del capitale previsto per il caso di morte.

Il costo di queste coperture, nelle varie forme contrattuali, è determinato in funzione dell'età dell'assicurato, il capitale che si vuole garantire, e del numero di anni di durata del contratto stesso.

Da un punto di vista fiscale, anche le polizze temporanee godono del beneficio di detraibilità dei premi pagati, attualmente nel limite di Euro 1.291,14 annui, dall'imponibile denunciato dall'assicurato ai fini della determinazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche. Tale beneficio, però, per questo tipo di contratti, che non prevedono alcuna accumulazione di risparmio, si traduce solo in un minor costo della copertura, mentre nelle assicurazioni miste e nelle rendite a vantaggio immediato del minor costo si aggiunge quello del pagamento da parte dell'assicuratore, al termine del contratto, di un capitale o di una rendita calcolati sulla base dei premi pagati, senza tener conto di quanto recuperato attraverso il risparmio fiscale.

Le Assicurazioni a vita intera
Alla vasta categoria delle assicurazioni in caso di morte appartengono anche le coperture "a vita intera": si tratta di contratti in forza dei quali l'assicuratore si obbliga, a fronte del pagamento di un premio per un determinato numero di anni, a corrispondere ai beneficiari designati in contratto un capitale al momento del decesso dell'assicurato in qualunque epoca esso avvenga. Il corrispettivo di questa forma di assicurazione è dovuto solo per il periodo pattuito e, comunque, non oltre la morte dell'assicurato qualora avvenisse entro tale periodo. L'assicurato, se in vita al termine del periodo del pagamento dei premi, potrà restare assicurato per il capitale garantito, che verrà pagato immediatamente alla sua morte, oppure potrà chiedere la risoluzione anticipata del contratto (riscatto) riscuotendo subito un capitale minore.
Questo tipo di copertura è consigliabile a chi desidera lasciare comunque, agli eredi oppure a una persona determinata, un capitale in contanti. Le possibilità di utilizzazione sono quindi, molteplici e vanno dal caso di colui che, disponendo di un patrimonio costituito in prevalenza da beni immobili o comunque, di non facile liquidabilità vuole evitare che gli eredi siano costretti e vendite affrettate e vantaggiose per far fronte al pagamento delle tasse di successione, al caso di colui che voglia destinare un capitale a determinati familiari o terzi anche al di fuori dell'asse ereditario, senza intaccare in alcun modo il patrimonio de spettanza degli eredi legittimi, al caso, infine, di colui che desideri destinare un capitale, dopo la propria morte a uno scopo filantropico o a un atto di liberalità in favore di una persona o di un ente.


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