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Quattro bonifici partiti senza che nessuno se ne accorgesse Il tesoriere: solo io ho la password e la cambio con regolarità
PADOVA - I funzionari della Cariveneto sono riusciti a bloccare l’ultimo bonifico di 90mila euro. Forse riusciranno a recuperarne un secondo, di oltre 200mila euro. Ma per il momento in mano a un hacker sconosciuto ci sono 400mila euro prelevati dal conto bancario dell’Ordine degli avvocati di Padova.
Quattrocento mila euro che sono spariti con tre bonifici fatti via computer tra il 20 e il 22 maggio senza che alcuno se ne rendesse conto. Ma al quarto bonifico in banca si sono insospettiti e hanno chiesto l’autorizzazione all’operazione. E sono riusciti a bloccare l’ultimo "transito" di 90 mila euro.
È un furto colossale per l’Ordine degli avvocati di Padova. Per carità, il conto non è stato svuotato perchè è uno degli Ordini più importanti e numerosi del Veneto. Ma il Consiglio, presieduto da Lorenzo Locatelli, si è riunito subito dopo la segnalazione della banca. Ed è stato deciso di presentare subito una denuncia, che è stata depositata giovedì mattina al comando provinciale dei carabinieri. E ieri il procuratore aggiunto Matteo Stuccilli ha aperto un’inchiesta. In sostanza, l’Ordine rivuole i suoi soldi nel conto.
Solo il consigliere tesoriere, che ricopre il ruolo da molti anni, conosceva la password del conto corrente. E la cambiava periodicamente. Insomma, neanche il presidente Locatelli conosceva il "codice". Figuriamoci le impiegate. E le operazioni del tesoriere sono tutte documentate dagli estratti conto. Nessuna spesa o pagamento sono stati fatti senza l’autorizzazione del Consiglio dell’Ordine. Ecco, gli avvocati vogliono sapere dove sono finiti. Anzi, li rivogliono nel conto.
Ieri pomeriggio c’è stato un altro Consiglio dell’Ordine al quale ha partecipato anche un funzionario della Cariveneto. Ha informato i consiglieri che in banca si sta seguendo le tracce dei bonifici. Certo, c’è la speranza di individuare gli autori e recuperare i soldi. Una versione ufficiale del furto non c’è. Ma i bonifici sarebbero stati fatti da una persona fisica, non una società, e il denaro sarebbe finito in conti olandesi e polacchi. Questo sarebbe il risultato degli accertamenti che stanno compiendo i funzionari della banca.
Di chi è la colpa? Nessuna responsabilità da parte dell’Ordine degli avvocati. Le operazioni del tesoriere sono tutte chiare. E nessuno conosceva la password. Certo, neanche la banca è responsabile di operazioni che avrebbero svuotato di 400mila euro il conto degli avvocati. La responsabilità è del sistema telematico che permette a chi riesce di scavalcare i muri informatici di fare quello che vuole.
Ma una domanda è spontanea. La banca poteva insospettirsi di questi bonifici? Insomma, l’andamento contabile dell’Ordine degli avvocati è pressoché costante. Le entrate sono date dalle quote degli iscritti e dalle vendite di fotocopie e altre piccole cose. Per le uscite ci sono gli stipendi del personale amministrativo e le spese dell’Ordine. Non spostamenti di denaro all’estero per 400mila euro.
27 maggio 2012
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